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domenica 20 gennaio 2013

diario

storia di un Diario...


Storia di un Diario….
 
 
In genere è il diario a raccogliere e raccontare…Oggi la storia è all’inverso…. Le foto presentano copertina e prima pagina di un Diario scolastico particolate. Fu ideato e concepito senza tempo, le date restano libere. L’idea venne a due Amici, uno proprietario della Tipografia e dell’annessa Libreria l’altro il Tipografo di sempre. Correva l’anno 1957. Gli studenti allora non ricercavano diari colorati alla moda…all’occorrenza bastava anche un’agenda lunare. Perché non stampare un diario universale dedicato all’Amata Carrara?....
Partì così un progetto impegnativo, stampare foto non era cosa facile, i cliché venivano incisi a mano e solo mani esperte lo potevano fare. Fu pronto per l’anno scolastico 1958/1959. Un Diario scolastico completo, nulla mancava. Orario provvisorio e definitivo, materie, spazio giornaliero per gli appunti da datarsi in proprio, comunicazioni tra docenti e famiglia, giustificazioni dei genitori…..
All’interno le immagini riconducevano alla storia di Carrara, incisa e scritta con semplicità e sintesi eccelsa.
La tiratura non fu moltissima, quel Diario, pur nella sua unicità, non ottenne grande successo, costava abbastanza (come ogni cosa esclusiva). Se da una parte, quella economica, ci fu chi manifestò borbottio e delusione..l’altro il Tipografo, colui che magistralmente lo eseguì nella composizione fu felice e contento di quell’Opera. Il lavoro non consistette solo nella tecnica precisa e puntuale di chi conosce ed esegue con professionalità il suo mestiere…ogni lettera composta con caratteri in piombo, l’inchiostro usato per il rullo venivano impreziositi dall’Amore che questo Piccolo Uomo aveva per la sua Dìdì. 

Diario per sempre per sempre.
Lo usai con entusiasmo ne regalai anche diversi. Restarono in casa per anni; poi un dì divenne“tagliatelle”!!!! Un giorno tornando dal lavoro trovai i miei figli molto intenti in un gioco che già conoscevo….fare le tagliatelle con la carta di recupero, usando come mezzo la macchina per fare la pasta in casa! Peccato che Nonna Carolina, accudendoli, non si accorgesse che i bastarbotti avevano usato i miei diari e le mie pagelle, ricordi gelosamente custoditi in quella che era la mia libreria. Mi disperai interiormente, feci mancare persino la mia classica e rumorosa urlata. Dentro pervase la Dìdì, dopotutto servirono ad un gioco per quei Nipoti che Aldo non aveva mai conosciuto.

La storia del Diario fotografato è particolare. Un paio di anni fa con mio cugino Gualtiero ci trovammo, cosa che avviene puntualmente ogni volta, a ricordare gli anni in cui il Babbo e lo Zio Aldo viveva ancora con noi. Ci ritrovammo a parlare del Diario, mi disse di averne rivisto uno ancora integro anche se macchiato dal tempo, lo avevano recuperato i proprietari della Libreria LA BOTTEGA DI ARONTE, una bella libreria sita in Piazza dell’Accademia, trattano Stampe e Libri di ieri e di oggi. Gualtiero aggiunse di averne proposto l’acquisto cosa che venne negata. Ci andai anch’io, fu un incontro molto amichevole e sereno, giusta atmosfera che dovremmo trovare in ogni luogo dove cultura, storia e tradizione si sposano. Esposi con emozione la mia richiesta, il titolare mi spiegò che il Diario apparteneva a sua moglie di cui conosceva l’intenzione di non separarsene. Salutai…..
A Luglio scorso ci riprovai. Mi sarebbe piaciuto riportarlo nella nostra Casa appena restaurata collocarlo là in quella stanza, un Regalo di Ritorno. Questa volta incontrai la moglie, la Signora Catia Bruni, una persona squisita che capì subito l’importanza che quel diario aveva per me. La Signora mi informò che probabilmente sarebbe tornato in stampa. Le spiegai che a me interessava quello, là c’erano restate le impronte del mio Babbo…e non solo. Me lo vendette…per una cifra simbolica.
 UN GRAZIE GRANDE!
Il Diario Originale conserva più di un tocco….ricordo: il Babbo, la Vittoria, Angiolino e naturalmente Eugenio e Alberto Bassani……CIAO!
 
-La musica adatta e dedicata a questo Diario non può che venir rappresentata dall’Opera di Giacomo Puccini il Gianni Schicchi…… romanza affidata a Lauretta la figlia tanto amata:

"O MIO BABBINO CARO"

 

venerdì 9 marzo 2012

a proposito di barche

MERCOLEDÌ, GENNAIO 14, 2009

a proposito di barche

anni '50
il babbo sulla manila 
con
una ressa di amici

a proposito di barche
1950

martedì 6 marzo 2012

chi sono Babbo!

VENERDÌ, 12 SETTEMBRE 2008
UN "CHI LI HA VISTI?"
SPECIALE
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PARTITO REPUBBLICANO ITALIANO
1960
Al centro c'è il mio Babbo, a lato due, fedelissimi, giovanotti ventenni,
vorrei rintracciarli. Quello al telefono lo rividi anche dopo la scomparsa del
Babbo.
www.gemica@alice.it
*****
Il 2 Agosto ero in Piazza degli Animosi, vi si svolgeva la prima serata  di una rassegna musicale che propone  artisti provenienti da tutto il mondo, un confronto tra popoli e culture diverse. Un Bel stare insieme.
Tantissima gente. Con me c'erano Marta e Viola. Le bimbe sedute per terra io sugli scalini di Prioreschi. Il Gruppo Musicale i FUENTES  formato da Italiani e da Africani, si esibivano sul palco posto proprio sotto la Repubblica.
 Una Bandiera Rosso e Nero sventolava dai  supporti.
 Sono sempre quelli a cui postavi le Nostre Bandiere, ti affacciavi e io ti aiutavo fin da piccinina.
 Durante quei momenti di suoni , canti e balli coinvolgenti guardavo su verso il lungo corridoio e una gioia si aggiungeva ad ogni mia emozione e coinvolgimento, i miei piedi ritmavano sempre più in fretta. Le mani in un applauso lieve e infinito come in preghiera. 
Ciao. 

1903

SABATO, 23 AGOSTO 2008
CARRARA 1903
028
QUESTI SONO I MIEI NONNI PATERNI
CON IL LORO PRIMOGENITO
Comincio da qui. La Nonna Ida con il Nonno Germano e il mio amato Zio Leo.
 Questa elegante Signora era alta, il marito un pochino meno. Dalla foto non si direbbe: Vero? Alchimie...Alta e magra. Qui appare rotondetta. Siamo nella primavera del 1903 lo Zio aveva poco più di un anno, il mio Babbo sarebbe nato il 2 Ottobre seguente.
Una bella coppia due persone innamorate fino all'ultimo.La morte del Nonno avvenuta nell'aprile del 1962 mise fine a quella storia bellissima.Amarsi significa sempre trovarsi daccordo in tutto? Va là. Il cane e il gatto contornati da tre "cuccioli" misti come loro. Un cucciolo morì a 57 anni l'altro a 59. Duri colpi...loro comunque si ritrovavano sempre. Rimase un solo figlio lo zio Mario, non meno Amato,con noi 3 nipoti, tutti figli unici. Le nuore invidiavano questi suoceri sempre presenti l'uno per l'altra in ogni situazione. Spesso quando si trovavano tutte e tre insieme e con altri se ne stavano:
- Mirat la Ida e Zerman. Che sant'om 'l nostr soz'r. A i fus un fiol o un npot chi s'arsumjass a lù. I jen tuti e sè tali e quali ala loro nona!
Infatti le somigliamo molto. Conserviamo in noi la schiettezza, l'esuberanza sue. Il nonno era severo e pacato ma deciso, si arrendeva solo davanti alla nonna. E lei Volpona...lo sapeva. Il Nonno pubblicamente affermava che sua moglie continuava ad essere la donna più bella del mondo e che mai nessun altra gli era mai interessato. Ogni tanto usciva la storia di una ballerina.(durante uno spettacolo agli Animosi pare che mio Nonno abbia fatto i complimenti artistici ad una ballerina classica) La Nonna accusava il Nonno di averla tradita,lui si incazzava a mostro perchè diceva che non era vero. I figli intervenivano sempre a favore del padre, a supporto della fiducia cieca nei confronti del loro Babbo. D'altra parte sostenevano di avere la Mamma più bella e elegante di Carrara. Insomma i soliti casini casa nostra.
Una coppia anticonformista.Anticonformista eccome. Credo di essere stata una delle rare ragazze che portavano i calzoncini corti, il due pezzi...chi mi sosteneva e invogliva? Lei la mia Cara Nonna.
 Si alzava alle sei del mattino per fare toilette e presentarsi sempre in forma. Mai che mancasse cipria e profumo che accettava solo dal suo Zerman! Non si sposarono in Chiesa mio Nonno era Anarchico. Non fasciarono mai i loro figli da neonati, solo pezzolani morbidi che li lasciava liberi nei movimenti. Libertà sempre comunque e ovunque per tutti. Scelte non da poco per quei tempi.
 La Ida era sempre stata viziata. La Principessa di Sorgnano. L'adoravano tutti. La sua Mamma, la mia bisnonna Maria Dazzi, dicono fosse ancora più bella di lei; di famiglia paesana e contadina ma ricca. Sfortunata perchè perdette il fidanzato. Era verso la quarantina, quando, un giovanotto commerciante di cavalli proveniente da Reggio Emilia, il mio Bisnonno Giuseppe Campani detto poi "Campana", si innamorò di Lei e ne fu ricambiato. Si sposarono.Perdettero due neonati. Poi nacque la Ida il 26 Dicembre 1881.
Sono stata tirata su alla luce delle loro storie. Il mio Babbo mi ha trasmesso ogni cosa. Come il Nonno "Campana" avesse un grande affetto per quei due nipotini che abitavano a Carrara.Li teneva il più possibile con sè alla Vigna. La casa che aveva fatto costruire su di una collina tra Sorgnano e Montia, proprio per la sua Ida quando si era sposata e dove Lei passava il tempo a  piacimento aspettando il marito che tornasse la sera dallo studio di marmi. Nonno Campana li andava a prendere con il mulo o la cavalla, insegnava loro ogni aspetto e segreto dei boschi. La cavallina che regalò al mio babbo si chiamava Stellina, conservo ancora la campanella in bronzo che il Babbo le aveva legato al collo. Questa cultura orale ce la portiamo dentro io e mio cugino Aldo. Carlo non ha avuto questa fortuna. Mio zio Mario nacque nel 1914. Il nonno Campana non c'era più. La nonna Maria lo seguì nel dopoguerra
 Cosa rimane oggi. Il nostro patrimonio di ricordi, il nostro DNA, una collina ormai invasa da pineta e spinarazzoli di cui è titolare è mio cugino. Che ne sarà di quel luogo meraviglioso dove a Natale ancora crescevano i zucchini, dove era possibile coltivare un'uva Unica nel genere? Il profumo dei fiori spandeva fragranze che si percepivano a molta distanza e la loro macchia colorata era evidentissima anche a occhio nudo da Moneta. A chiunque avrà la fortuna in futuro di rivivere in quel luogo giunga qualcosa di queste mie Anime Belle.
*****
Nota: Dimenticavo tra loro parlavano un dialetto molto stretto antico e desueto. Molto emilianizzante nei termini. Con gli altri quello corrente.

le chiavi!

Semplici chiavi di case….eppure ci hanno fatto penare! La decisione di finire l’anno a Carrara è stata presa in fretta, portarsi ...